A Roma



Di seguito uno stralcio del servizio di report che riguarda il finanziamento da parte dello stato ai quotidiani …. alla fine il più pulito a la ro….. come si dice a Roma
AUTORE
Libero potrebbe vivere senza finanziamento?
VITTORIO FELTRI-DIRETTORE “LIBERO”
Anche la Rai potrebbe vivere senza finanziamento.
AUTORE
Io le sto facendo una domanda, non è un’affermazione!
VITTORIO FELTRI-DIRETTORE “LIBERO”
Sì ma siccome anche lei non vive fuori da questo mondo, lavora alla Rai e prende lo stipendio dalla Rai è giusto che le cose si mettano su un piano di assoluta sincerità e reciprocità. Noi potremmo vivere sicuramente senza contributi ma vivremmo peggio
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Su un piano di assoluta sincerità e reciprocità, il giornalista in questione non è un dipendente della Rai, ma un freelance dal quale la Rai compra se ritiene il suo pezzo degno di interesse. Feltri ha certamente ragione, la Rai vive di finanziamenti pubblici,perché è un’azienda che fa servizio pubblico, magari contestabile, ma questo è. Libero, invece, è di un privato e la cooperativa editoriale è nata apposta per prendere i finanziamenti, e questo vale per una lunga serie di giornali. Stavamo parlando di giornali che prendono i finanziamenti pubblici. Da quando 25 anni fa una legge stabilì che i giornali di partito dovevano avere un contributo di sopravvivenza, si è trovato il modo, attraverso continue modifiche di legge nel corso degli anni, di dare direttamente o indirettamente soldi a tutti. Eravamo rimasti a Libero. Quanto prende all’anno dallo stato?
AUTORE
Però prendete cinquemilioni e 300 mila euro ho visto nel2003, ci sono dei parametri per cui prendete così tanto?
VITTORIO FELTRI-DIRETTORE “LIBERO”
Nel 2003?
AUTORE
Sì.
VITTORIO FELTRI-DIRETTORE “LIBERO”
Allora tutti dovrebbero sapere che i contributi che lo stato dà alle iniziative editoriali sono proporzionali alla tiratura, e noi, lo so che a qualcuno dispiace, vendiamo molte copie, ne tiriamo parecchie di conseguenza prendiamo una quantità di denaro adeguata.
AUTORE
Quante copie vendete?
VITTORIOFELTRI-DIRETTORE “LIBERO”
Noi abbiamo venduto nel 2005 una media di 85 mila, 86 mila copie, venduto non regalato come fanno molti.
AUTORE
Lei che cosa vuol dire?
VITTORIO FELTRI-DIRETTORE“LIBERO”
Noi le copie le vendiamo in edicola, molti giornali le regalano agli alberghi, le regalano ai ristoranti,in sostanza cercano di fargli evitare la massa della diffusione allo scopo di avere una ricaduta positiva in campo pubblicitario.
AUTORE (VOCE FUORICAMPO)
Le copie regalate fatte risultare vendute fanno alzare le tariffe pubblicitarie e aumentando la tiratura aumenta pure il contributo dello stato.
VITTORIO FELTRI-DIRETTORE “LIBERO”
Noi cerchiamo di vendere il giornale solamente in edicola senza far figurare vendite che poi in realtà non esistono.
AUTORE (VOCE FUORICAMPO)
Il direttore Feltri ci ha messo la pulce nell’orecchio, così quando per caso abbiamo visto dei quotidiani su un muretto all’uscita di una metropolitana ci siamo incuriositi, ma abbiamo scoperto che si trattava proprio di Libero.
AUTORE
Sono gratis?
UOMO 5
Sì.
UOMO 6
Tutti giorni.
AUTORE
Tutti i giorni viene a prendere Libero qua?
UOMO 5
Quasi, quasi tutti i giorni.
AUTORE
Anche lei prende Libero tutti i giorni?
UOMO 7
Sì tutti i giorni.
AUTORE
Gratis?
UOMO 7
Certo!
AUTORE
Ma chi li mette qua?
UOMO 7
Libero!
AUTORE
Ho visto lì sulla metropolitana dei Libero gratis, le fanno concorrenza?
EDICOLANTE 4
E certo!
AUTORE
Chi è che li vende?
EDICOLANTE 4
No non li vendono li distribuiscono gratuitamente.
AUTORE(VOCE FUORI CAMPO)
Abbiamo chiesto informazioni al custode del palazzo adiacente.
AUTORE
I giornali Libero che sono lì sulla metropolitana?
UOMO 8
Li appoggiano qua.
AUTORE
Chi li appoggia?
UOMO 8
Non lo so, la mattina quando arrivo io li trovo già là.
AUTORE
Ma quanti ce ne sono?
UOMO 8
Il numero penso una cinquantina.
AUTORE
Ma tutti i giorni?
UOMO 8
Sì, eccetto il lunedì che non esce.
AUTORE
Ma da quanto tempo succede questo?
UOMO 8
Saranno un paio d’anni.
AUTORE
Cioè tutti i giorni da un paio d’anni?
UOMO 8
Eh!
AUTORE
Visto che lei legge libero, lo sa che prende dei finanziamenti pubblici?
DONNA 3
No.
AUTORE
Prende cinque milioni di euro all’anno. Lei cosa ne pensa?
DONNA 3
Mi sembra una cosa un po’generale.
AUTORE
Va bene anche per Libero?
DONNA 3
Non dovrebbe essere visto quello che scrive normalmente.
AUTORE
Lei lo sapeva che prende cinque milioni di euro?
DONNA 3
No, buona giornata.
AUTORE(VOCE FUORI CAMPO)
La mattina il portiere se li ritrova davanti al palazzo. E sempre con la pulce nell’orecchio li abbiamo trovati anche in questo laboratorio di analisi sempre gratis. Complessivamente questa categoria di giornali costa allo stato 33 milioni di euro all’anno , e tra questi Il Giornale d’Italia che prende 2 milioni e 58 mila euro all’anno di contributo statale, nel 2004 ha finanziato la Lega Nord per quasi 200 mila euro.
link servizio di report: http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E90227,00.html
Da finire

Ormai sono giorni che non faccio che pensare a lei, ogni momento, ogni minuto, non riesco a togliermela dalla testa, non riesco a capire, il prossimo mese è un’anno che non c’è più e forse è proprio per questo che ci penso spesso, mi tornono in mente gli ultimi due mesi, gli ultimi giorni, l’ultimo giorno, ci sono delle immagini stampate nella mia mente che difficilmente si cancelleranno, delle volte rivedo quei momenti a Cogne mentre correvamo insiemi tirando l’aquilone, quella caduta mentre correvo indietro nel tentativo di farlo alzare, che ridere…. poi improvvisamente quella telefonata del medico della clinica lei che sembra che dorme, l’infermiere con in braccio il suo corpo avvolto in un lenzuole, è un dolore atroce, un dolore che non mi lascia che riaffiora in continuazione, devo imparare a conviverci ma non ci riesco, sono confuso non capisco che mi sta succedendo probabilmente è vero con lei è morta una parte di me, lei con i suoi occhi i suoi sorrisi mi teneva in vita ma lavita continua lo so bene ma adesso non riesco ad affrontarla mi sento come un’uccello con le ali spezzate, delle volte vorrei andare da lei ma non posso sarebbe un segno di vigliaccheria nei miei confronti e nei confronti di Silvia, vorrei andare lontano da tutto e tutti, vorrei ricominciare tutto da capo conoscere altre persone ma probabilmente adesso non lo so neanche io cosa voglio, la prossima settimana vado ad Aosta a trovarla, forse sarà anche per questo che sto cosi ma non mi è mai successo.
Parlando con Giovanni l’altro giorno mi diceva che una signora che da poche aveva perso un figlio piccolino si è avvicinata ad un monaco buddista e gli ha chiesto, perchè proprio lui, cosi piccolo… il monaco gli ha risposto … perchè è nato … è vero la morte fa parte della vita, si nasce e si muore ma è difficile accettare questo …
Sto scrivendo attraverso l’ipod touch, niente male se non fosse difficoltoso scrivere con la tastiera touch e comunque credo che alla fine sia solo una questione di abitudine. Se devo dare un voto all’esperienza darei un bel nove
Ho aggiunto dal pc l’immagine, l’ipod non mi da l’opportunità di farlo

L’italia che vorrei è molto diversa dall’attuale, ci sono troppe disparità tra persone, con questo non voglio dire che ci sono disparità solo economiche, ma soprattutto sociali.
Vorrei un’Italia che integri gli anziani nel contesto sociale, nelle scuole, nella politica, gli anziani possono dare molto con la loro esperienza ed è vero che sono saggi e sanno prendere decisioni giuste in ogni circostanza.
Vorrei un’Italia che dia opportunità ai giovani di crearsi un futuro vero e non solo l’illusione del futuro, che abbiano la possibilità di comprarsi casa, sposarsi, avere figli .
Vorrei un’Italia dove le famiglie non si devono improvvisare ragionieri per poter arrivare a fine mese.
Vorrei un’Italia dove le persone possano vivere la vita con serenità e svago.
Vorrei un’Italia dove le persone disabili non si debbano sentire escluse, dove per un loro diritto come la pensione non sia un calvario, che siano inseriti nella società per quel poco/tanto tempo gli rimane da vivere.
Vorrei un’Italia dove lo stato garantisca ad un famigliare di un disabile che dopo la sua morte il malato sia accolto in strutture adeguate.
Vorrei un’Italia dove i politici facciano i politici e non imprenditori
Vorrei tante cose ma non è possibile, in fondo amo quest’Italia perchè è unica anche nelle sue contraddizioni, amo quest’Italia perchè un panorama come nella foto non si trova da nessuna parte nel mondo e quando lo guardo li in cima ad uno dei sette colli mi sento fiero di essere Italiano.
Eccolo qui, svelato in anteprima il primo dei miei due progetti, sono mesi che ci lavoro tra alti e bassi, ho iniziato di gran carriera ed in una settimana, lavorandoci giorno e notte, ho buttato giù la home page e praticamente tutto il sito visto che sono pronte anche le pagine aggiuntive ma poi mi sono bloccato, non mi viene voglia di continuare, mi ero ripromesso di metterlo in rete il 13 aprile ad un anno dalla morte di Flora ma non so se ci riuscirò. Sto parlando del nuovo sito dell’associazione che uno dei miei due progetti, l’altro molto più ambizioso è la scrittura di un libro dove poter raccontare la storia con Flora e con la malattia, sono anni che ci penso e spero proprio tanto di riuscire a scriverlo.